Due medaglie dedicate ai nostri riti della settimana santa

Oggetti unici per ricordare questo 2020 così drammatico, durante il quale non abbiamo potuto neanche assistere e partecipare alle tradizionali processioni.

Lo ricorderemo quest’anno, eccome se lo ricorderemo…Privati della libertà, angosciati per la nostra salute e quella dei nostri cari, preoccupati per i danni all’economia. La pandemia da Covid 19 ha lasciato il segno in tutti noi, scippandoci quella “normalità” che abbiamo tanto rimpianto: frequentare gli affetti più cari, dedicarci alle nostre passioni, concederci momenti di evasione o di arricchimento culturale. Tutto questo e molto altro.

Per noi tarantini, in particolare, uno dei momenti che sicuramente ci è mancato di più è stato il periodo della Settimana, vissuto quest’anno in maniera assolutamente inedita. Almeno dal secondo dopoguerra in poi. E se si comprende bene che durante i due conflitti mondiali le amate processioni siano state necessariamente annullate, chi avrebbe immaginato che un virus misterioso e insidioso avrebbe potuto privarci di una porzione significativa della nostra tradizione devozionale?

Un’amara sorpresa che farà di questo 2020 un anno da citare nei libri scolastici. Ma proprio perché questo evento doloroso e sconvolgente è ormai consegnato alla Storia del nostro Paese, dobbiamo fare in modo che restino delle tracce. Ricordi, testimonianze, idee nuove e tanta, tanta speranza.

Nel suo piccolo, la Casa del confratello di Taranto ha pensato di “fissare” questo momento epocale, attraverso alcune raffinate medaglie evocative. Frutto della certosina perizia di esperti artigiani incisori, sono realizzate in metallo dopo una particolare lavorazione denominata “fusione a cera persa”. Preziosi oggetti di manifattura originale, pezzi unici che ricorderanno per sempre questo atipico 2020. Ma anche un modo per avere sempre con sé, che si sia confratelli o no, un forte riferimento ai nostri secolari Riti.

I due modelli fanno rispettivamente riferimento al pellegrinaggio dell’Addolorata e alla processione dei Sacri Misteri. Nella prima medaglia le due facce della medaglia sono dedicate alla chiesa di San Domenico e al simulacro della Vergine; nella seconda sono raffigurati la chiesa del Carmine e le due statue più rappresentative della processione del venerdì Santo: Gesù Morto e l’Addolorata.

La tradizione, dunque, nonostante le avversità e gli imprevisti della vita, resta stabilmente nel cuore dei tarantini ed è questo il messaggio che la “Casa del confratello” intende dare con questa nuova iniziativa che si associa alle tante altre che è possibile ammirare nell’elegante locale di via Anfiteatro 133: un punto di riferimento per gli autentici cataldiani, con l’obiettivo di  tenere sempre vivi gli aspetti storici e tradizionali della città. Ma anche un modo per parlarne ai forestieri e ai turisti che si dimostrano sempre più incuriositi e interessati dalle proposte di questo originale e unico contenitore culturale della tarantinità.

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