Proverbio del giorno

Gende scianare no p’amiche né pe’ cumbare

(Meglio stare alla larga da persone ambigue e false)

 

Un tarantino al giorno

Santo Egidio (Taranto, 1729 – Napoli, 1812)  si chiamava Francesco Pontillo prima di prendere i voti. Nacque in una casa del pendio Lariccia, nel centro storico di Taranto, e fu un umile frate francescano alcantarino. Nel 1759, destinato al convento napoletano di San Pasquale a Chiaia, fece della raccolta di elemosine un modo per stare vicino alla gente, soprattutto sofferente. Amatissimo a Napoli, gli vennero attribuiti miracoli, prodigi, profezie e  guarigioni. Fu proclamato dapprima Beato ( da Papa Leone XIII nel 1888) e successivamente Santo, nel 1996, da Papa Giovanni Paolo II.  Il culto di Sant’Egidio a Taranto, dove è stata eretta una chiesa a lui dedicata nell’omonimo quartiere ex Tramontone, viene curato dai Frati minori del convento di San Pasquale. Insieme a San Cataldo e alla Vergine Immacolata è Compatrono della città.

Una scuola al giorno

Il plesso scolastico ubicato in via Bergamini è intitolato a Gianni Rodari (Omegna,  1920 – Roma, 1980), insegnante e giornalista piemontese,  ma soprattutto autore di libri per l’infanzia di enorme successo di pubblico e di critica, oltre a essere stati tradotti in diverse lingue.  A Rodari, celebre anche per le sue filastrocche, fu conferito nel 1970 il prestigioso premio «Hans Christian Andersen», considerato il  «Nobel» della letteratura per l’infanzia. Tra le sue opere più popolari La grammatica della fantasia , “introduzione all’arte di inventare storie”, l’unico suo libro non di genere narrativo, ma dall’elevato valore pedagogico.

Un libro al giorno

TARANTO E IL SUIO TRICKSTER Tra futuristi e spartacisti – di Roberto Nistri – Scorpione Editrice

Nella letteratura etnologica il trickster è un piccolo demone che inganna e si autoinganna, solleva una pietra e se la fa cadere sui piedi, fallisce e ricomincia sempre da capo. “Tipico dei tarantini” sostiene il professor Roberto Nistri (Taranto, 1947) che in questo libro – come si legge nella presentazione dell’opera- ripercorre alcuni momenti salienti della storia culturale della città bimare, mostrando le glorie e le vergogne succedutesi in riva allo Jonio nel corso del Novecento. La tesi di fondo è che una forza autodistruttiva (“Taranto si ricrea autodistruggendosi”) domini le dinamiche culturali tarantine, determinando la sistematica affermazione del brutto. L’analisi culmina nella critica al progetto Taranto spartana, identificato come ultima trovata dello spiritello dispettoso richiamato nel titolo.

(Opera disponibile nella Casa del confratello, in via Anfiteatro 133)

Rubrica a cura di Angelo Caputo

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