Proverbio del giorno

Pienze male cu tt’avène bbene

(Pensa male, affinché ti venga del bene.- Andreotti diceva: “A pensar male si fa peccato, ma a volte ci si indovina”…)

                              Foto dal sito dell’ippodromo PaoloVI

Un tarantino al giorno

Donato Carelli (Taranto 1939- Cassino FR 2012) è stato un imprenditore impegnato su più fronti. Fu a capo di una grande impresa di pulizie industriali e presidente di Confindustria Taranto. Appassionato di sport, sostenne la boxe locale e soprattutto la squadra di calcio rossoblù, di cui fu presidente in due diversi periodi, conquistando anche una promozione in serie B. Ma fu anche colui che portò la grande ippica a Taranto, costruendo l’ippodromo Paolo VI e organizzando in città grandi eventi trottistici. Con la sua scuderia vinse anche prestigiose gare del settore, tra cui il memorabile “Gran Premio lotteria di Agnano” con il cavallo Hollyhurst. Si occupò anche di editoria televisiva rilevando l’emittente locale “Video Levante”.

Una scuola al giorno

L’edificio scolastico di corso Italia con via Campania è intitolato a Vittorio Alfieri (Asti 1749 – Firenze 1803). Grande poeta del Risorgimento, fu autore di numerose raccolte di versi (Rime) e di un’autobiografia (Vita), componendo inoltre una ventina di tragedie in endecasillabi sciolti, tra le quali il Saul e la Mirra sono considerati i suoi capolavori. La fama delle sue tragedie è legata alla centralità del rapporto libertà-potere e all’affermazione dell’individuo sulla tirannia. “Volli e volli sempre e fortissimamente volli” è una sua celebre frase che riassume la richiesta di farsi legare alla sedia dal suo domestico, per assumere l’impegno di diventare un autore tragico.

                            Foto dal sito della galleria degli uffizi

Un libro al giorno

FEDERICO II. Storia e metafisica storica di un messia ghibellino tra spiritualità e politica –  di Cristian Guzzo – casa editrice Edit@

Cristian Guzzo (Torino 1971) è un apprezzato ricercatore indipendente in Storia Medievale. In questo libro ha analizzato un aspetto poco noto della personalità dell’imperatore Federico II di Svevia: quello della sua spiritualità.  Dai documenti citati nell’opera emerge un ritratto tutt’altro che irriverente nei confronti del Divino. Federico appare un individuo tormentato, – si legge nella presentazione del volume – la cui ricerca del sacro transitò attraverso contatti con pensatori orientali e occidentali, dalla cui erudizione tentò di estrapolare convincenti risposte alle domande ataviche dell’uomo.

(Opera disponibile nella Casa del Confratello, in via Anfiteatro 133)

Rubrica a cura di Angelo Caputo

0
SHOP